sabato 12 agosto 2017

La passione per il cinema


In quel periodo mi appassionai al cinema: andavo all'Ariston, all'Odeon, talvolta - la domenica pomeriggio o anche il sabato - a Bolzano. Comperavo tutti i mesi la rivista Ciak e mi tenevo al corrente delle ultime uscite.

Alberti mi fece sapere che allo School Village avevano organizzato un cineforum per ottobre e novembre e ci iscrivemmo. Ci andavamo la sera e, se avevamo tempo, ci fermavamo in un bar lì vicino per bere un caffè o una birra prima di tornare in caserma. Così ci gustammo "Ultimo minuto" di Pupi Avati, "Good Morning Babilonia" dei fratelli Taviani, "Quartiere" di Silvano Agosti, a dire il vero un po' complicato, "Cartoline italiane" di Memè Perlini, spendendo meno che per il cinema propriamente detto.

All'Ariston vidi "Arancia meccanica" con Miglio, che poi chiese al gestore la locandina, "Good Morning Vietnam", "Attrazione fatale", "Scuola di polizia 5" giusto per ridere un po'. All’Odeon, su verso Maia Alta, presso la pizzeria Arcadia e il giardino botanico, quando non c’erano i porno davano ottimi film, come il lungo "L'insostenibile leggerezza dell'essere" o "Frenesie militari" o ancora "Chi protegge il testimone". A Bolzano scendevamo con il treno nel sole dei campi di mele e l'Adige era un ribollire di specchi rotti. Giravamo un po', poi entravamo nel cinema e, usciti, andavamo in una pasticceria sotto i portici a fare quattro chiacchiere con una cameriera. Vedemmo "Il piccolo diavolo", "Il principe cerca moglie", "Donne sull’orlo di un esaurimento di nervi" di Almodòvar, il divertentissimo "Chi ha incastrato Roger Rabbit?", "Bull Durham".

La passione per il cinema mi durò fino all’estate successiva, quando al mare, in un cinema all'aperto, vidi ”Rain Man" e qualche altro film che neppure ricordo. Quella passione se n’era andata con l’anno di militare.

Ottobre 1995


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FOTOGRAFIA © CLASSIC CINEMA SCHOOL


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